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dietaCon l’approssimarsi della bella stagione i chili “di troppo”, è risaputo, diventano una sorta di malattia da debellare con la massima urgenza. Ecco, allora, le varie diete per perdere subito peso ma, soprattutto, i prodotti dimagranti a cui si ricorre per un aiuto supplementare. Tra gli integratori dietetici che vanno per la maggiore possiamo citare il Citrus Aurantium, una sostanza estratta dall’arancia amara che ha una particolarità:
mostra un’attività termogenetica selettiva, stimola cioè soltanto i recettori adrenergici beta-3, presenti principalmente nel tessuto adiposo e nel fegato, i quali sono responsabili dei processi di demolizione dei grassi (lipolisi); ma, in realtà, di rimedi fitoterapici per combattere il sovrappeso ce ne sono tanti, tutti ugualmente efficaci e molto richiesti: unica regola e’ il non abusarne.
Di regola si suddividono i rimedi in più gruppi, a seconda delle esigenze che sono chiamati a risolvere: vi sono i rimedi ricchi di fibre, per migliorare la funzione intestinale riducendo lo stimolo della fame, i rimedi dimagranti per un sovrappeso più accentuato e, infine, quelli ad attività diuretica per i casi di forte ritenzione idrica.
Tra i primi si possono annoverare il Baccello di fagiolo e il Glucomannano. Il primo, ad azione diuretica e ipoglicemizzante, inibisce l’assorbimento di carboidrati a livello intestinale. Il Glucomannano, invece, riduce l’assorbimento dei principi nutritivi agendo durante la fase digestiva, stimola la termogenesi, con conseguente consumo di calorie e svolge un’azione lassativa. Se è in corso una terapia farmacologica, però, tale sostanza deve essere assunta a distanza dal farmaco in quanto può ridurne l’assorbimento.
Per quel che riguarda, invece, i rimedi dimagranti segnaliamo il tè verde, sostanza in grado di aumentare la termogenesi, ma anche diuretica ed antiossidante. Oltre al tè verde si può ricorrere al Guaranà, un tonico stimolante usato per la sua capacità di estrarre i grassi dalle cellule adipose e bruciarli, rivelandosi quindi utilissimo nelle diete dimagranti.
In ultimo i rimedi ad azione diuretica, tra i quali segnaliamo il Tarassaco e la Pilosella.
Le due piante hanno azione diuretica e sono molto indicate in caso di cellulite.
Per concludere, vogliamo sottolineare che le erbe, da sole, non bastano. Possono essere un valido aiuto ma occorre anzitutto modificare il proprio stile di vita se non si vuole correre ai ripari ogni volta che arriva la bella stagione.

ginkgoLa Ginkgo (Ginkgo biloba L.) è oggi per noi occidentali una comune pianta ornamentale presente in molti giardini pubblici. In realtà si tratta di una splendida “pianta fossile” già presente nell’era in cui sulla Terra si trovavano solo felci ed equiseti, nonché di una importante pianta medicinale.
E’ anche però il tipico esempio di come oggi possiamo e dobbiamo utilizzare una pianta medicinale al fine di garantirne non solo l’efficacia, ma anche la sicurezza d’impiego.
Negli ultimi decenni sono state particolarmente studiate le foglie di Ginkgo come potenziale fonte di sostanze attive sul meccanismo di formazione dell’aterosclerosi. Esse contengono infatti una miscela di glucosidi flavonoidici e di derivati terpenici, cui sono attribuite le proprietà microvascolari e nootrope: Flavonoidi (kaempferolo, quercetina, isoramnetina, acido cumarico, catechine, proantocianidine, ecc.), ginkgolidi (A, B, C, M, J), bilobalide.
Il problema è però rappresentato dal fatto che oltre a tutti queste numerose sostanze “buone”, nelle foglie e nei frutti della pianta si trovano anche sostanze “cattive”, i cosiddetti acidi ginkolici, responsabili di effetti collaterali e reazioni allergiche.
La soluzione a questo delicato problema ci è comunque offerta dalle moderne tecniche di estrazione frazionata, che consentono di eliminare sostanze indesiderate dall’estratto della pianta. La Ginkgo in ultima analisi è la tipica pianta che non deve essere assunta sotto forma di tisana o di estratti non depurati, come le tinture o la polvere. Occorrono infatti estratti purificati dagli acidi ginkolici ed ovviamente standardizzati nei costituenti “buoni”. Solo così possiamo sperare di riceverne solo i benefici effetti sulla salute.
A differenza poi dalla medicina tradizionale cinese, la fitoterapia occidentale utilizza solo le foglie della pianta, che costituiscono la parte con la più bassa concentrazione delle sostanze a rischio.
Il meccanismo d’azione della Ginkgo è stato ben studiato negli ultimi decenni, è anche abbastanza complesso, e si può così riassumere:

  • riduce gli spasmi arteriolari con miglioramento della microcircolazione
  • migliora degli scambi di ossigeno e glucosio con i tessuti
  • effetto antiossidante tissutale
  • inibisce la sintesi del nitrossido
  • inibisce il PAF, fattore di aggregazione piastrinica

In particolare è stato dimostrato che i ginkgolidi, inibendo il PAF, antagonizzano anche molte reazioni tipiche di malattie allergiche, infiammatorie ed immunologiche: broncocostrizione o ipotensione indotta dal PAF, chemiotassi, degranulazione dei neutrofili, edema indotto dal PAF, citotossicità IgE-mediata. Studi randomizzati in doppio cieco hanno dimostrato che il ginkgolidi antagonizzano l’ipersensibilità immediata e ritardata nei pazienti asmatici trattati con specifici antigeni ed acetilcolina.
Esistono già molti studi clinici controllati sugli effetti di estratti di Ginkgo biloba sulla stessa demenza di Alzheimer così come sulla demenza multiinfartuale, che ne confermano la sicurezza e l’efficacia, soprattutto nei casi in cui il deterioramento mentale non abbia raggiunto alti livelli di gravità. La Ginkgo è indicata nella prevenzione e cura dell’aterosclerosi e sue manifestazioni:
arteriopatie obliteranti arti inferiori, cerebro-vasculopatie, cardiopatia ischemica, malattia di Raynaud, vasculiti, insufficienza vertebro-basilare, acufeni e sindromi vertiginose in genere, microangiopatia diabetica, ipertensione arteriosa e retinopatie. Indicata anche nella prevenzione dei danni da fumo e delle trombosi venose. Nel decadimento cognitivo ed in molte forme depressive è indicata l’associazione con Ginseng e/o Iperico.
Precauzioni nell’uso di Ginkgo Biloba in terapia vanno adottate per i soggetti con turbe della coagulazione, per gli epatopatici, ed in gravidanza, e nei soggetti in terapia con antiaggreganti ed anticoagulanti, ma anche nell’associazione con altre piante ad attività antiaggregante o anticoagulante come ad esempio il Salice o l’Aglio. La considerazione finale è dunque che la Ginkgo può essere considerata una vera e propria pianta medicinale, ben studiata, ma da utilizzare sempre con il controllo medico.

di Fabio Firenzuoli (l’autore è direttore del Centro di Medicina naturale, Ospedale San Giuseppe, Empoli)
dal sito: www.naturamedica.net

antibioticiUn ritorno ai rimedi naturali per la cura e la prevenzione malattie infettive di entità lieve o moderata.

L’uso sempre più indiscriminato degli antibiotici causa uno squilibrio tra le
popolazioni batteriche viventi nel nostro organismo con danni molteplici: disturbi digestivi e abbassamento delle difese immunitarie sono i più comuni.
Riscoprire e sfruttare le risorse naturali contenute in alcune piante può essere la valida alternativa per curare ma anche prevenire alcune malattie infettive.
L’azione naturale e non aggressiva degli estratti di alcune piante contribuisce a stimolare il sistema immunitario preparandolo ad eventuali infezioni.
Stanchezza, stress e alimentazione scorretta queste le cause più comuni che riducono le difese dell’organismo..chi si ammala in realtà si trova già in una situazione di debolezza.
Il problema non è tanto evitare i batteri, cosa quasi impossibile, quanto cercare di avere le difese sempre pronte e impedire ai batteri di trovare un ambiente idoneo per moltiplicarsi. Il compito degli antibiotici naturali è proprio questo, sconfiggere i microrganismi facendo da supporto alle nostre difese, non agendo al posto loro.
Aloe Vera
Principi attivi
Ben diciassette aminoacidi, vitamine e sali minerali “al gran completo”, numerosi enzimi quali amilasi, lipasi, catalasi, perossidasi, steroli, mono e polisaccaridi tra cui soprattutto l’acemannano, molecola presente in tutte le cellule umane e molto importante nella difesa delle pareti intestinali.
Azione terapeutica
L’aloe è considerata la regina delle piante medicinali. Il suo campo di azione è vastissimo: stimolante biologico, depurativo e disintossicante, supernutriente, rinforzante le difese immunitarie, antisettico, lenitivo, cicatrizzante e antinfiammatorio.
Propoli
Principi attivi
Le sostanze attive contenute nella propoli sono acidi organici, oli essenziali e flavonoidi: a questi ultimi appartiene la galangina, la cui concentrazione caratterizza i vari prodotti in commercio.
Azione terapeutica
Alla luce degli studi più recenti queste le proprietà attribuite alla propoli:

  • ha un’azione antibatterica pronunciata, in particolare sui microrganismi responsabili delle infezioni delle prime vie aeree;
  • combatte alcuni ceppi di virus, tra cui quelli dell’influenza e dell’herpes;
  • aumenta le difese immunitarie, stimolando l’azione di anticorpi e globuli bianchi;
  • ha un’azione antigastritica e antiulcerosa, agendo in particolare contro l’helicobacter;
  • è un eccellente sfiammante per le gengive e combatte lo streptococco mutans, responsabile della carie;
  • trova utilizzo in agricoltura biologica nei preparati antiparassitari.

Olio di Melaleuca

  • Le proprietà disinfettanti, antifungine e analgesiche sono notevoli; al tempo stesso, l’OE è talmente delicato sulla pelle che può essere usato puro (tranne per pelle molto sensibile), in misura di una goccia, in caso di punture d’insetto, foruncoli infetti, vesciche, abrasioni, tagli, peli incarniti o ferite, anche profonde e sporche. Provatelo in caso di herpes, scottature solari e ustioni, prurito di varia origine.
  • Ottimo deodorante: usatelo anche nella miscela per pediluvi o per risciacqui della bocca.
  • Purificante, lenitivo e cicatrizzante, lascia la pelle liscia e sana, anche dopo lesioni importanti.
  • Purifica l’aria e l’apparato respiratorio.
  • Usatelo per liberare gli animali domestici da eventuali parassiti o problemi di pelle.
  • Se applicato subito dopo distorsioni, cadute o colpi, riduce la formazione di edemi e il dolore.

Accanto a questi prodotti naturali esistono numerose piante che aiutano il nostro organismo a combattere i batteri patogeni.
Sono piante comuni che crescono nei nostri giardini, che vengono utilizzate in cucina: aglio, timo, cipolla, salvia, menta piperita..dalle proprietà antibatteriche note da millenni e tramandate da generazioni in generazioni. E ancora non dimentichiamo le proprietà antibiotiche degli oli essenziali di bergamotto, eucalipto, geranio e limone particolarmente adatti alla cura di herpes e malattie dell’apparato respiratorio e dell’intestino.

Dal sito: www.lifegate.it

wellnessLa nuova difesa naturale contro i processi d’invecchiamento indotti dai radicali liberi.
I Radicali Liberi sono composti chimici che si formano naturalmente all’interno dell’organismo quando l’ossigeno, tratto dall’ambiente tramite la respirazione, viene utilizzato per produrre energia per mezzo dei processi metabolici. In ogni cellula del nostro organismo, infatti, avvengono costantemente processi chimici di ossidazione che utilizzano l’ossigeno per “bruciare” il combustibile (nutrienti) che serve per ottenere l’energia necessaria alle funzioni vitali.
I radicali liberi sono sottoprodotti di queste reazioni. Sono composti poco stabili e altamente reattivi che, proprio per questo, interagiscono velocemente con l’ambiente che li circonda, all’interno dell’organismo stesso, creando nuovi radicali liberi e dando così inizio a reazioni a catena che finiscono col danneggiare irreversibilmente strutture cellulari come le proteine, i lipidi, e lo stesso DNA.
Ormai è accertato che i danni provocati dai radicali liberi alle strutture vitali degli organismi viventi, sono coinvolti nel processo di invecchiamento e nello sviluppo di numerose patologie croniche e degenerative, incluse neoplasie, malattie cardiovascolari e perfino gravi malattie degenerative delle cellule nervose cerebrali (neuroni) come il Parkinson e l’Alzheimer.
Naturalmente il nostro organismo ha sviluppato nella sua evoluzione dei metodi di difesa molto complessi e delicati, ma queste difese non sono sempre efficaci al 100% nell’eliminare i radicali liberi dall’organismo; esistono infatti delle situazioni, patologiche e non, in cui la produzione di radicali liberi aumenta in modo tale che la “barriera” di difese antiossidanti non è più in grado di neutralizzarli: siamo allora in presenza di uno Stress Ossidativo.
Il perdurare del rischio ossidativo, dovuto a queste molecole altamente reattive, può determinare delle reazioni a carico delle strutture cellulari che innescano processi di invecchiamento di tutti i tessuti (e che generano, tra l’altro, invecchiamento della pelle, infiammazioni, perdita di elasticità dei vasi sanguigni, e persino tumori), non immediatamente visibili, ma che si manifesteranno nel corso del tempo. Proprio per questo motivo non è possibile individuare delle sintomatologie imputabili all’eccesso di radicali liberi secondo un classico schema di causa-effetto, con il rischio di sottovalutare l’intera problematica.
Questo concetto è ancora più importante se il rischio, relativo ad un eccesso di radicali liberi, riguarda i giovani; è emerso infatti da studi recenti che i giovani sono sempre più a rischio.
Questo fatto si spiega forse col fatto che, se analizziamo lo stile di vita delle nuove generazioni, sono molti gli “errori” commessi dai giovani di oggi e molto si potrebbe fare per evitare l’aumento dei fisiologici livelli di radicali liberi. Il frequente consumo di alcolici e di cibi sofisticati, il fumo, i ritmi sempre più frenetici e stili di vita sregolati sono oggi elementi sempre più caratteristici della vita dei più giovani, ma allo stesso tempo sono tra le principali cause di aumento dei radicali liberi. Non è da sottovalutare inoltre l’effetto negativo dell’inquinamento, che tocca talvolta livelli molto alti, e delle prolungate esposizioni solari o alle lampade UV, per raggiungere l’agognata tintarella oggi tanto di moda.
Per ovviare a tutto ciò e per aiutare le moderne generazioni, e non solo loro, a contrastare in modo efficace l’eccesso e gli effetti dei radicali liberi è necessario adottare delle strategie integrate che prevedano l’impiego sinergico di integratori ad azione antiossidante, per completare l’alimentazione che deve essere ricca di cibi con elevato contenuto di antiossidanti, senza rinunciare ad adeguati periodi di relax psico-fisico. Chi è troppo sedentario dovrà prevedere anche un’attività fisica regolare, ma senza esagerare in quanto l’esercizio fisico troppo intenso può avere, soprattutto nei confronti degli “atleti della domenica”,
effetti peggiori della sedentarietà in termini di aumento dei radicali liberi.
Sono sempre più numerosi gli studi volti ad evidenziare le tecniche analitiche finalizzate alla determinazione del grado di stress ossidativo dell’organismo, attraverso la rilevazione della quantità di radicali liberi presenti nel sangue. Proprio da questi studi è emersa una stringente correlazione tra l’aumento di radicali liberi e la presenza di diversi fattori scatenanti quali il fumo di sigaretta, lo stress psico-fisico, l’inquinamento ambientale, l’assunzione di certi farmaci, malattie (allergie, infiammazioni, infezioni, ipertensione, diabete, ecc.), l’eccessiva esposizione solare, regimi alimentari non bilanciati e diete dimagranti drastiche, e anche un’attività fisica molto intensa. Inoltre l’uso della pillola contraccettiva e gli estrogeni utilizzati durante la menopausa.
In tutti questi casi quindi si rende utile l’apporto esterno di agenti antiossidanti in grado di disattivare o stabilizzare i radicali liberi prima che attacchino la cellula, senza dimenticare che anche normali condizioni di salute non mettono completamente al riparo dallo stress ossidativo.
Va anche sottolineato che l’efficienza del sistema antiossidante dell’organismo diminuisce fisiologicamente con l’età, e ciò conduce ad un aumento del rischio di patologie età-dipendenti.
Le sostanze vegetali rappresentano la principale fonte di sostanze antiossidanti, non solo per il loro contenuto vitaminico, ma soprattutto per la presenza di miscele complesse e uniche di composti chimici, come i flavonoidi e i polifenoli. Ci sono infatti numerose evidenze scientifiche che dimostrano come una dieta ricca di frutta e verdura possa ridurre il rischio di patologie croniche e degenerative, non tanto in relazione alle vitamine contenute, ma al fitocomplesso di antiossidanti e all’azione concertata di diversi composti chimici.
Gli oligoelementi come Selenio, Zinco, Rame, eccetera, talvolta indicati come antiossidanti, non possiedono di per sé questa attività, ma sono tuttavia necessari per garantire la funzionalità dei sistemi antiossidanti dell’organismo.
Tra le piante officinali sono molte quelle che possono aiutarci a combattere lo stress ossidativo; in particolare da alcuni studi scientifici effettuati, alcune piante, come il Tè verde e il Rhooibos, hanno confermato di possedere una grande capacità antiossidante, ma contemporaneamente è emerso che anche molte altre piante, come la Cannella, il Timo, L’Origano, la Salvia, il Rosmarino, possiedono questa capacità in grado elevato, oltre alla Propoli (sostanza elaborata dalle api a partire da resine e altre sostanze vegetali) che si è rivelata essere in assoluto la più potente.
Esisono alcune metodologie per misurare ‘in vitro’ la capacità antiossidante di una sostanza, ma una in particolare è molto adatta per la valutazione di miscele chimiche complicate come i fitocomplessi, cioè il test ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity), che esprime i risultati con specifiche unità di misura, consentendo così di fare confronti con i dati di letteratura su alimenti come frutta e verdura, e soprattuto permettendo di fare riferimento alle dosi consigliate di antiossidanti, per una buona protezione giornaliera. Il potere antiossidante, definito con unità di misura ORAC, di molti alimenti e sostanze vegetali è stato realizzato presso l’Università di Boston. Studi clinici hanno individuato che il quantitativo minimo di unità ORAC, necessario per avere effetti benefici sulla salute umana, è pari a circa 2000, ed è stato dimostrato che un’integrazione con tale contenuto di Unità ORAC, aumenta fino al 25% il potere antiossidante del sangue umano.

I Tonici

guaranaSono sostanze che alleviano il senso di debolezza e di perdita di tono, nell’organismo in generale o in particolari organi. In realtà nella definizione di tonico rientrano anche gli adattogeni, gli immunostimolanti e i ricostituenti, qui separati per sottolinearne le diverse specificità d’azione.
Guaranà
Stimolante delle funzioni cognitive (attenzione e memoria), tonico generale; cardiotonico; astringente; aumenta la termogenesi favorendo l’utilizzazione dei grassi di riserva. Contenendo caffeina, il guaranà produce un’azione simile a quella del caffè, ma con importanti differenze dovute agli altri componenti del fitocomplesso, ciò si traduce in un effetto stimolante più prolungato e di entità superiore a quello della caffeina isolata. È specialmente utile per intensa attività fisica e mentale; per condizioni di astenia e di stress; nell’attività sportiva. In caso di diete dimagranti facilita il calo ponderale, poiché favorisce l’utilizzo (lipolisi) dei grassi di riserva depositati nelle cellule adipose. Per il suo contenuto in tannini può esercitare un’azione astringente a livello intestinale. È sconsigliato l’uso in caso di ulcera peptica, poiché stimola la secrezione gastrica.
Camelia sinensis: è la pianta del tè, da cui si ottengono le tre varietà principali utilizzate per preparare gli infusi. Il tè verde si prepara dalle foglie torrefatte subito dopo la raccolta. È diuretico, astringente intestinale, antiossidante (perché ricco in polifenoli); tonico e stimolante per il suo contenuto di caffeina, aumenta la termogenesi con conseguente azione dimagrante, inoltre pare che riduca l’assorbimento intestinale dei carboidrati e, quindi, del peso corporeo. Il tè verde viene frequentemente utilizzato nella dieta di soggetti che seguono programmi di riduzione del peso corporeo, come coadiuvante contro obesità e sovrappeso; utile per edemi e ritenzione idrica e per astenia psicofisica. Poiché il tè verde può produrre modesti effetti di stimolazione del sistema nervoso centrale, è sconsigliata l’assunzione nelle ore serali; per il suo contenuto in caffeina ne presenta infatti le stesse controindicazioni.
Il tè nero, quello che comunemente bevono gli occidentali, si prepara con foglie che hanno subito una fermentazione prima di essere essiccate con corrente di aria calda. La fermentazione ossida le catechine normalmente presenti trasformandole in composti responsabili del colore e dell’aroma tipici del tè. Il tè oolong si ottiene da foglie parzialmente fermentate prima dell’essiccazione, ma non è molto conosciuto in Europa.
Ilex paraguariensis (Mate) pianta sudamericana le cui foglie si utilizzano per la preparazione di un infuso simile al tè, avente proprietà toniche e antiasteniche. Le foglie fresche contengono caffeina, teobromina, teofillina, tannini, minerali, colina e vitamine (C, B1, B2).

(fonte:www.dica33.it)

Gli Adattogeni

ginsengAppartengono a questa categoria tutti i componenti vegetali che rafforzano i meccanismi fisiologici di adattamento dell’organismo. Tutte le piante quindi che, come il ginseng, aumentano la resistenza alla fatica, agli stress ambientali (caldo, freddo, umidità), agli stress psichici e migliorano le funzioni immunitarie. Contrariamente a quanto si crede, l’effetto di queste erbe non è evidente in maniera macroscopica, ma consiste nel mantenimento di un corretto equilibrio fisiologico. Non ci si aspetti, quindi, di sentirsi più svegli-concentrati-attivi-forti ma, semmai, di non sentirsi più stanchi distratti-apatici-indeboliti.
Eleutherococcus senticosus: noto anche come ginseng siberiano. Non appartiene alla famiglia del ginseng, anche se la parte utilizzata è la radice, ma é dotato di attività adattogena. In particolare aumenta il rendimento fisico e mentale, stimola la risposta immunitaria aspecifica (quella mediata dai linfociti) e possiede azione anabolica, cioè incrementa la sintesi di proteine e ormoni.

Rhodiola rosea (Sedum roseum, gold root): pianta asiatica di cui si utilizzano le radici, unica della sua specie ad essere dotata di proprietà adattogene. Aumenta la durata dell’attenzione, la capacità di apprendimento e la memoria a lungo termine. Inoltre sembra incrementare i livelli cerebrali di serotonina, risollevando il tono dell’umore, riducendo la fame nervosa e migliorando la qualità del sonno. Possiede anche proprietà antiaritmiche e immunostimolanti.
Pfaffia paniculata (Suma): il ginseng brasiliano, non appartiene alla famiglia del ginseng e non è un adattogeno, tuttavia in sud America è conosciuto come rimedio universale.
Withania somnifera (Ashwagandha): il ginseng indiano, appartiene alla famiglia della pianta del pepe ma se ne utilizzano le radici e le foglie. È un tonico e un adattogeno, ma sembra avere anche proprietà antinfiammatorie, analgesiche, antibatteriche e antitumorali.

fonte:www.dica33.it

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